[Manu/brio]

manubrio bici da corsa vintage

Quando si trovò a mezz’aria, coi piedi che scommettevano con la gravità, riuscì a guardare verso il basso quel manubrio insolito.

E pensò che da ragazzo avrebbe fatto meglio a inforcare un manubrio vero, in equilibrio su due ruote, piuttosto che farsi inforcare. Suo padre glielo ripeteva sempre. Ripensò alla vecchia bici in campagna, alle rotelle che lo educavano, al brio dei pomeriggi.

Ricadde sulla sabbia grossa, color ocra. Aveva il giacchino nero sporco di sangue e il toro lo scalciò con violenza verso i picadores.

[Manuel Brioso - Pamplona - Giugno 1974]

[Raf-freddure]

Groucho Marz e indagatore dell'incubo

Groucho continuava a lamentarsi sarcasticamente.
Immaginò una delle sue freddure e sentì una fitta sullo zigomo.
Di freddo, versò una goccia di sudore sul collo. Poi un drink analcolico alla frutta, in un bicchiere accanto a un galeone incompleto. Si soffiò il naso.
Lo mandò giù, il drink. Fantasticava un’altra freddura quando un dolore lancinante gli bloccò il mento.
Si mise a sedere, continuò a scrivere su una moleskine di battute quando la mano si irrigidì in un pizzico pungente come la sua ironia.Si soffiò il naso.
Si arrese accendendo un sigaro con una espressione sarcastica e franò in un altro starnuto londinese.

A Ipanema intanto, l’indagatore dell’incubo continuava a infilare spilloni in un pupazzo di lana grossa e cotone americano, con dei baffi pseudo hitleriani.

[L'asse nella manica]

calcio di una volta in inghilterra

Non ci aveva dormito per tutta l’estate.

Sollevava gli scarpini chiodati dall’erba gelata e assumeva la posizione di una ballerina. Muoveva il braccio sinistro come fosse l’asse di una carrucola che si sposava al suo completo bianco latte e nero sporco, di cotone pesante. Aveva diciannove anni, l’età minuta per un centravanti di seconda divisione inglese. Non ci avevo dormito per tutta l’estate. Poi capì. Capì che poteva celebrare i suoi traguardi personali con una semplice e ingegnosa forma del suo corpo. Quello era il n°1 e lui ne aveva 19 anni, di anni. Sulla schiena acerba, il numero più importante. Per tutta la stagione si lasciò fotografare di spalle, dalla porta e dopo ogni marcatura, mentre sollevava gli scarpini chiodati.

Segnava alla vita e alle squadre con l’estro, il genio, la fantasia.

 

[Thè ssuto]

neri e piantagioni di cotone

Lavoravo come un nero in una piantagione di cotone.
In realtà ero un nero.
Me ne dimenticavo perchè nei campi era tutto bianco come un capodanno in qualche stato del nord.
Ma noi eravamo in Louisiana.
Vestivo una tuta ruvida di stoffa dura, il cotone peggiore per chi coltivava cotone.
Mi ricordavo dei racconti delle piantagioni di thè dall’altra parte del mare. Noi col cotone, col tabacco, caffè e zucchero. Loro con la bevanda dei signori.
Ma ci portavamo addosso lo stesso tessuto ruvido di stoffa dura e lo stesso tessuto ruvido della stessa classe sociale senza futuro.

[Il Re verendo]

Pesca del tonno col reverendo

Il reverendo Middleton, in rigorosa tunica nera, sguazza con una fiocina improvvisata nel  lago di periferia.
A guidare la macchina ci sono Jeffrey e John, i cugini terribili. Jeffrey è un meccanico di Macclestone, John è semplicemente un ingegnere meccanico. Da un paio di anni si ritrovano la sera al pub. Discutono di miracoli, scienza e religione. Si convincono e si contaminano a vicenda.
Un pomeriggio arancione di autunno si lanciano per la statale lungo il lago. Arrivano di gran carriera sul molo e spiccano il volo. In acqua.
Il reverendo Middleton, in rigorosa tunica nera, sguazza con una fiocina, raccoglie un pesce e lo sistema sulla cesta dei pani, sul sediolino posteriore. Jeffrey e John ridono di gusto, divertiti e sgangherati.

[Due gocce di basilico n°5]

Lascia soffriggere uno spicchio d’aglio mediterraneo in un filo d’olio extravergine del sud. Subito dopo lo sfrigolìo, aggiungi dei pomodorini di sicilia e cuoci per alcuni minuti, salando quel tanto che basta. Frattanto lascia bollire mezzo litro d’acqua che userai per gli spaghetti. A cottura ultimata guarnisci l’intingolo con basilico fresco. Versa gli spaghetti in acqua e toglili al dente. Unisci il tutto nella padella del sugo. Servi con altro basilico fresco.
Innaffia tutto con abbondante CocaCola.

[Cronche culinarie postmoderne]

[Numero d'alta scuola]

Dopo quattro mesi ho trovato una soluzione.
Ma prima ho scartato cronologicamente una serie di alternative.
Dimenticare il suo numero.
Farle cambiare casa.
Farle cambiare numero.
Rottamare definitivamente il mio, di telefono.
Resettare il cervello.
Trasferirmi in Patagonia.
Compiere un attentato dinamitardo su tutta la linea.
Alla fine ho sabotato l’apparecchio del corridoio rompendo gli ultimi due anelli.

Posso chiamare meno della metà dei miei amici. Perlomeno, la tentazione l’ho messa in attesa.

[Il numero di Cristina è 7266190 - Diario, estate 1978]